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venerdì 13 giugno 2014

Messico - Camerun : analisi, pronostico e formazioni

É sempre difficile analizzare il debutto in Coppa del Mondo di una nazionale, specialmente quando affronta una squadra con cui ha avuto pochi precedenti: Messico e Camerun hanno, infatti, solo un incontro amichevole alle spalle, vinto dalla squadra centroamericana, risalente al lontano 1993. Questa sfida assume un'importanza decisiva in quanto la Croazia era data per favorita a qualificarsi nel girone alle spalle del Brasile, ma dopo il 3-1 subito ieri la compagine europea potrebbe cedere il secondo posto proprio ad una delle squadre che si affronteranno stasera.

MESSICO Con la squadra al completo ed un 5-3-2 pronto a difendere quanto a servire el Chicharito, il Messico si pone come favorito per questo match. La squadra non ha fatto neanche un passo falso durante le qualificazioni ai mondiali, portando a casa 18 punti in sei partite.

CAMERUN I leoni ritrovano Samuel Eto'o, in lite con la squadra nazionale già dalla Coppa d'Africa del 2012-13. Già in questa competizione il Camerun, non avendo raggiunto la fase finale, ha dimostrato una certa fragilità, che si evidenzierà probabilmente ancor di più in questa circostanza. É improbabile, dunque, che anche con Samuel là davanti a gestire l'attacco i camerunesi riusciranno a sconfiggere l'undici messicano.

PRONOSTICO Visti i valori in campo, l'esito più probabile sembra proprio l'1 fisso oppure il goal, visto he entrambe le squadre possono contare su attaccanti di alto livello.




mercoledì 11 giugno 2014

Questa è l'Italia che può fermare l'Inghilterra

I 23 convocati di Cesare Prandelli hanno tutti avuto modo di dimostrare, nel cammino in preparazione al mondiale, il contributo che possono dare alla compagine nazionale. Sono stati valutati attentamente ma, ora che lo scoglio Inghilterra è alle porte, bisogna fare delle scelte e decidere chi giocherà questa partita decisiva da titolare. Infatti, se almeno sulla carta l'Uruguay risulta dotato di reparti - particolarmente quello offensivo - superiori ai nostri, è molto importante vincere con l'Inghilterra per essere sicuri di passare la fase a gironi.

IL MODULO Il ct Prandelli ha dimostrato più volte di prediligere moduli particolarmente offensivi, come il 4-3-3 a cui ci ha abituati in vista del Mondiale. Tuttavia, troppe volte abbiamo visto come là dietro non riusciamo ad intenderci, subendo sempre almeno un gol a partita (fatta eccezione per la Repubblica con cui finì 0-0) e nella maggior parte dei casi anche più di uno.
Viste anche le difficoltà nel servire gli attaccanti da centrocampo, è meglio ridurre il numero di punte e scommettere invece sulla possibilità di trasformare Marchisio in un esterno. Si potrebbe puntare così su un 3-5-2 che valorizzi il nostro reparto centrale ed abbia una salda scatola ad otto uomini a difendere.

DIFESA Per il reparto difensivo, bisogna puntare sicuramente su un pilastro della nazionale italiana come Buffon, davanti al quale schierare tre guardiani di grande spessore tecnico come Barzagli, Chiellini ed a turno uno tra Darmian -che ha convinto moltissimo soprattutto contro la Fluminense- e De Sciglio.

CENTROCAMPO Sicuramente a metà campo siamo i re del girone, non trovando nessun'altra linea mediana in grado di reggere il confronto. Come esterni punterei sulla scelta "folle" di averne uno offensivo, nato centrale, come Marchisio, ed uno difensivo, nato terzino, come Abate. In mezzo Pirlo e Verratti, leggermente dietro ai quali troviamo Thiago Motta, pronto a dare manforte in difesa come a far ripartire l'azione su occasione di contropiede.

ATTACCO Forse l'argomento più discusso di questa Italia, anche se a questo punto non ci sono dubbi su chi dovrebbe rappresentare l'offensiva azzurra: i nomi sono Balotelli e Immobile.

mercoledì 8 gennaio 2014

Torino - Fiorentina, l'analisi dell'Opinionista

Bella sfida quella della prossima giornata tra Torino e Fiorentina. Entrambe le squadre finora hanno fatto un ottimo cammino, ed entrambe vorrebbero entrare in Europa. Per la Fiorentina la speranza è di accedere ai preliminari di Champions, mentre il Torino si accontenterebbe anche di un posto in Europa League, mancando da anni una competizione europea in casa granata.

TORINO Senza Bovo, Immobile, Larrondo e Vives: ecco come si presenterà la formazione di Ventura nella 19esima giornata di campionato. Tuttavia le notizie secondo cui cui Cerci avrebbe avuto dei battibecchi con la società si sono rivelate fasulle, dunque l'attaccante sarà regolarmente schierato dal primo minuto di gioco, in coppia con Meggiorini.
Anche stavolta 3-5-2, con Padelli tra i pali e Glik al centro della difesa, ma stavolta l'avversario sarà temibile e spietato. Abbiamo già constatato più volte quest'anno come l'attacco viola sia formidabile, anche nelle trasferte.

FIORENTINA Montella ha subito una grandissima perdita con l'infortunio di Giuseppe Rossi, dunque l'assetto della squadra è stato rivisto. Anche per i viola sarà 3-5-2, ma davanti la coppia sarà Ilicic-Joaquin, dunque penso che per segnare il club fiorentino dovrà puntare sul valido centrocampo più che mai, soprattutto grazie a quel fantastico Borja Valero che piace sempre di più.

PRONOSTICO X (3.10)

ANALISI Pesa troppo l'assenza di Rossi per pensare che i viola possano sfondare le difese granata, ma allo stesso tempo anche Ventura si è trovato a dover tappare i buchi lasciati dagli infortunati nella formazione. I valori in campo si equivalgono e, se anche il sentrocampo della Fiorentina sia più valido tecnicamente, il Toro gioca con il favore del pubblico di casa. Anche se il calcio è strano e una palla buona può sempre capitare, anche quando ce lo si aspetta di meno --vedi Lazio - Inter della scorsa giornata-, considerando tutti gli aspetti dei valori in campo l'esito più probabile resta il pareggio. Possibile anche la giocata "goal", in quanto entrambe le squadre segnano ed incassano parecchio rispetto alla media del campionato, in particolare quando le assenze, da ambo le parti, si fanno sentire.

martedì 7 gennaio 2014

Calcio italiano, facciamoci valere

La Uefa non ha tanto chiara la posizione delle squadre italiane. Va bene, in Champions cediamo il passo alle quattro solite big (Bayern, Chealsea, Real, Barça e forse anche Bor. Dortmund), ma l'Europa League ci sta stretta. Onestamente, salvo grossi errori sul cammino, la seconda maggior competizione europea la vedo già nelle mani di un'italiana, anche se la favoritissima Juve non ha un buon rapporto con i tornei ad eliminazione diretta.
Il nostro campionato è il più combattuto, il più ricco di emozioni, mentre negli altri paesi c'è sempre chi fa la parte del leone ed agli altri resta solo qualche posizione a metà classifica da giocarsi. Non abbiamo squadroni in grado di fare paura alle grandi d'Europa, eppure siamo sprecati per stare in Europa League; in questa circostanza, effettivamente,  non è neanche giusto dover fare accedere solo tre squadre alla Champions, di cui una che deve passare prima per i preliminari. Semplicemente, si tratta di danneggiare economicamente un calcio che se fosse un po' più ricco non avrebbe rivali al mondo, un calcio che ha scritto la storia ma ora si trova intrappolato a metà tra le due competizioni europee.
Impartiamo una bella lezione all'Europa: vinciamo l'Europa League e tiriamo fuori i denti. Iniziamo a prendere più sul serio gli impegni di coppa, condividiamo un po' della mentalità milanista secondo cui l'Europa viene prima di tutto.
Questo cambiamento deve partire prima di tutto dai tifosi, che troppo spesso preferiscono vedere un club rivale perdere piuttosto che far prevalere l'orgoglio nazionalista che, almeno quando si parla di calcio, dovremmo avere tutti quanti. Per questo dico, quando si parla di Europa, che il tricolore viene prima del colore di ogni maglia e così spero che inizino a pensarla tutti.

Verona, la stagione dei miracoli

Una squadra che è stata in serie B per 7 volte negli ultimi 10 anni, neopromossa, si trova lassù, tra le grandi. Addirittura compete per la zona Europa League, e nell'ultima giornata ha persino espugnato il Friuli battendo l'Udinese 3-1. Ma come ha fatto il club a raggiungere un risultato così?

INIZIO COL BOTTO Calciomercato nella penombra, ma segnato dai due grandi acquisti Toni ed Iturbe, che più avanti avrebbero guidato la squadra. Nelle prime due partite, immediatamente, arrivano gli scogli Milan e Roma. Il primo viene passato grazie ad un errore di sottovalutazione dei rossoneri, il secondo infligge un sonoro 3-0 che tappa le ali dell'entusiasmo, anche se poi quella partita della seconda giornata racchiudeva in sè le due grandi sorprese di questo campionato: Roma e Hellas Verona.
Dopo arriva la vittoria con il Sassuolo, allora considerato "scontro diretto per la salvezza", in quanto nessuno aveva ancora constatato il valore della squadra di Mandorlini.

INARRESTABILI Nelle seguenti 9 partite arrivano 6 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, rispettivamente con Inter e Juventus -avversarie di tutto rispetto-. La squadra vola in classifica ma per un momento si adagia sugli allori, commettendo ben tre passi falsi di fila: il primo con il Genoa, il secondo nel derby perso 0-1 con il Chievo, ed infine la partita lottatissima con la Fiorentina.

FINALE DI CLASSE Mancano solo tre partite alla pausa invernale, ma l'Hellas non delude. Arrivano le vittorie in casa con Lazio ed Atalanta, peccato solo per il pareggio con il Catania. Dopo 17 giornate il bicchiere è più che mezzo pieno per i gialloblu, che possono affrontare una seconda metà di campionato più rilassata e pensare ai rinforzi. A vacanze finite, poi, il dolcissimo 3-1 con l'Udinese che proietterebbe, virtualmente, la squadra in Europa League.

LA RICETTA Mandorlini ha calcolato bene le forze della sua formazione, e con umiltà ha sempre schierato una formazione non titolare nei match con le grandi. In questo modo ha potuto vincere gli sconti diretti senza far pesare le sconfitte, aggiungerei inevitabili, con Juve, Roma e Inter. Anche la prossima partita, quella con il Napoli, verrà probabilmente affrontata nello stesso modo, cercando di risparmiare l'11 titolare a favore delle riserve meno utilizzate. Il modulo è il 4-3-3, forte ed offensivo, spinto al massimo da tutti i giocatori, in grado di penetrare ogni difesa.
Davvero complimenti a questa squadra che sta mostrando di dare sempre tutto per il risultato, raggiungendo una posizione insperata. Ottimi i rinforzi arrivati nel mercato estivo, pur con un budget piuttosto ristretto. Dunque da parte mia un inchino a Mandorlini ed al suo operato.



lunedì 6 gennaio 2014

Lazio - Inter, l'analisi dell'Opinionista

Prima partita dal ritorno di Reja sulla panchina biancoceleste, subito contro una grande minaccia. Finalmente avrà l'occasione di sfruttare la maturità di Hernanes, il suo pupillo lanciato nel biennio 2010-2012 quando era al suo primo contratto con la Lazio. Manca invece Mauri, che rientrerà solo per la 36esima giornata, ma a conti fatti la sua assenza non dovrebbe pesare troppo sull'andamento della partita.

LAZIO Con il favore del pubblico di casa, Reja schiera il solito 4-5-1 da battaglia con Klose più avanti di tutti, una variante leggermente più difensiva del 4-4-1-1 di Petkovic. Sulla sinistra Radu, recuperato da poco e allenatosi solo due volte dal 30 dicembre, sembra recuperare il posto da titolare anche se non al top della forma. Considerando un inizio di campionato non fantastico, i 26 gol subiti fino ad ora, il cambio di allenatore e la pausa invernale molto travagliata, prevedo una partita difficile per il club delle Aquile.

INTER I nerazzurri devono fare i conti con un'infermeria piuttosto affollata, visti gli infortuni di Taider, Mariga e Chivu. Mazzarri opta per il 3-5-1-1, con Palacio attaccante boa alle cui spalle troviamo Guarin. Icardi resta a casa con la febbre, ma Milito è stato convocato e penso proprio che il Principe troverà spazio nel finale di gara per condurre l'attacco milanese.
Considerato l'obiettivo Champions e il passo falso della Roma, nonchè la fiducia acquisita dopo la vittoria nel derby, penso proprio che Mazzarri potrebbe tornare a casa con i 3 punti, giocando bene le sue carte.

PRONOSTICO X2 (1.60) \\ GOAL (1.70)

ANALISI L'offensività di Mazzarri contro la chiusura difensiva di Reja, l'affermatezza dei nerazzurri contro la scolta biancoceleste. Sicuramente l'Inter si pone meglio di fronte a questa sfida, sia per il modo in cui è stata preparata, grazie ad una pausa invernale attiva e senza grandi cambiamenti. Gli ultimi risultati fanno vedere una squadra che ha voglia di vincere e che non si tira indietro, mostrando sempre il suo valore. La Lazio dal canto suo non credo esordirà con una batosta, dunque sicuramente il gol della bandiera dovrebbe arrivare, anche se è difficile in un match di apertura così strappare i 3 punti. Dunque sono convinto che l'Inter troverà un risultato utile ma che le Aquile andranno a segno almeno una volta, dunque il mio consiglio è di giocare GOAL o X2.

sabato 4 gennaio 2014

Petkovic, pagliacciata in casa Lazio

Licenziato per giusta causa: così il club biancoceleste motiva l'esonero Vladimir Petkovic. La dirigenza non ha digerito l'accordo preso dal tecnico con la nazionale svizzera, che andrà ad allenare a giugno, malgrado il legale dell'allenatore continui a ribadire che ciò non violi nessuna norma del contratto stipulato.
Al di là di legale o non legale, è difficile trovare un motivo per cacciare Petkovic. Ok, le due batoste con la Juve sono state una doccia fredda, ma per il resto la squadra ha trovato la sua strada in mezzo a questo campionato dominato dai bianconeri e dai diretti rivali giallorossi. Tutto sommato, a parte l'ultimo 4-1 subito dal Verona, considerato anche un mercato di giugno non particolarmente ricco, un decimo posto a metà campionato non è male. Il cammino in Europa League è stato positivo, il sorteggio è stato favorevole, per cui non si capisce come si possa dire che siano state tradite le aspettative.
In ogni caso io resto un grande fautore di Petkovic, e i numeri confermano un buon campionato anche senza colpi di mercato particolarmente significativi ed un bilancio sempre tendente al risparmio. Un'altra ipotesi, molto più realista, è quella che l'allenatore
Dunque, o la società era soddisfatta del tecnico ed il licenziamento è avvenuto veramente per la firma con la nazionale svizzera - ma sarebbe assurdo sacrificare il lavoro svolto da Petkovic in nome di una insensata permalosità - oppure la società non era soddisfatta dei risultati e questa sarebbe la ragione del licenziamento - malgrado abbiamo già visto come i risultati del tecnico siano sempre stati piuttosto positivi -. In ogni caso, la scelta del club romano sembra inspiegabile, malgrado già da diverse settimane si stesse giocando un tira e molla tra l'allenatore e la società.