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mercoledì 11 giugno 2014

Questa è l'Italia che può fermare l'Inghilterra

I 23 convocati di Cesare Prandelli hanno tutti avuto modo di dimostrare, nel cammino in preparazione al mondiale, il contributo che possono dare alla compagine nazionale. Sono stati valutati attentamente ma, ora che lo scoglio Inghilterra è alle porte, bisogna fare delle scelte e decidere chi giocherà questa partita decisiva da titolare. Infatti, se almeno sulla carta l'Uruguay risulta dotato di reparti - particolarmente quello offensivo - superiori ai nostri, è molto importante vincere con l'Inghilterra per essere sicuri di passare la fase a gironi.

IL MODULO Il ct Prandelli ha dimostrato più volte di prediligere moduli particolarmente offensivi, come il 4-3-3 a cui ci ha abituati in vista del Mondiale. Tuttavia, troppe volte abbiamo visto come là dietro non riusciamo ad intenderci, subendo sempre almeno un gol a partita (fatta eccezione per la Repubblica con cui finì 0-0) e nella maggior parte dei casi anche più di uno.
Viste anche le difficoltà nel servire gli attaccanti da centrocampo, è meglio ridurre il numero di punte e scommettere invece sulla possibilità di trasformare Marchisio in un esterno. Si potrebbe puntare così su un 3-5-2 che valorizzi il nostro reparto centrale ed abbia una salda scatola ad otto uomini a difendere.

DIFESA Per il reparto difensivo, bisogna puntare sicuramente su un pilastro della nazionale italiana come Buffon, davanti al quale schierare tre guardiani di grande spessore tecnico come Barzagli, Chiellini ed a turno uno tra Darmian -che ha convinto moltissimo soprattutto contro la Fluminense- e De Sciglio.

CENTROCAMPO Sicuramente a metà campo siamo i re del girone, non trovando nessun'altra linea mediana in grado di reggere il confronto. Come esterni punterei sulla scelta "folle" di averne uno offensivo, nato centrale, come Marchisio, ed uno difensivo, nato terzino, come Abate. In mezzo Pirlo e Verratti, leggermente dietro ai quali troviamo Thiago Motta, pronto a dare manforte in difesa come a far ripartire l'azione su occasione di contropiede.

ATTACCO Forse l'argomento più discusso di questa Italia, anche se a questo punto non ci sono dubbi su chi dovrebbe rappresentare l'offensiva azzurra: i nomi sono Balotelli e Immobile.

martedì 7 gennaio 2014

Calcio italiano, facciamoci valere

La Uefa non ha tanto chiara la posizione delle squadre italiane. Va bene, in Champions cediamo il passo alle quattro solite big (Bayern, Chealsea, Real, Barça e forse anche Bor. Dortmund), ma l'Europa League ci sta stretta. Onestamente, salvo grossi errori sul cammino, la seconda maggior competizione europea la vedo già nelle mani di un'italiana, anche se la favoritissima Juve non ha un buon rapporto con i tornei ad eliminazione diretta.
Il nostro campionato è il più combattuto, il più ricco di emozioni, mentre negli altri paesi c'è sempre chi fa la parte del leone ed agli altri resta solo qualche posizione a metà classifica da giocarsi. Non abbiamo squadroni in grado di fare paura alle grandi d'Europa, eppure siamo sprecati per stare in Europa League; in questa circostanza, effettivamente,  non è neanche giusto dover fare accedere solo tre squadre alla Champions, di cui una che deve passare prima per i preliminari. Semplicemente, si tratta di danneggiare economicamente un calcio che se fosse un po' più ricco non avrebbe rivali al mondo, un calcio che ha scritto la storia ma ora si trova intrappolato a metà tra le due competizioni europee.
Impartiamo una bella lezione all'Europa: vinciamo l'Europa League e tiriamo fuori i denti. Iniziamo a prendere più sul serio gli impegni di coppa, condividiamo un po' della mentalità milanista secondo cui l'Europa viene prima di tutto.
Questo cambiamento deve partire prima di tutto dai tifosi, che troppo spesso preferiscono vedere un club rivale perdere piuttosto che far prevalere l'orgoglio nazionalista che, almeno quando si parla di calcio, dovremmo avere tutti quanti. Per questo dico, quando si parla di Europa, che il tricolore viene prima del colore di ogni maglia e così spero che inizino a pensarla tutti.