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domenica 7 dicembre 2014

Il Genoa passa in casa con il Milan, sarà la stella nascente della Serie A?

Dopo il quattordicesimo posto occupato in classifica alla fine della scorsa stagione, i riflettori si erano ormai spostati dalla traiettoria del Genoa. Una squadra dimenticata in nome della lotta là davanti, in cui Juventus e Roma volano troppo alto per le altre compagini, nel respiro di un calcio in cui la Coppa Italia conta ben poco e i primi due punti del campionato sono risaputi prima ancora di iniziare la stagione.
L'anno scorso quattordicesimi, quest'anno terzi dopo quattordici giornate. É il racconto di una squadra che cresce esprimendosi al meglio soprattutto contro le big, facendo crollare dapprima il colosso bianconero e oggi il più che temibile Milan, fermato per 1-0 grazie ad una deviazione di Antonelli che su un cross teso da sinistra trova spazio per mettere la palla nell'angolino beffando Diego Lopez.
I rossoblu adesso hanno tutti gli occhi speranzosi addosso, perché nel marasma del calcio italiano è necessario creare delle nuove realtà di primo livello oltre alle due già confermate, che ormai danno quasi alla noia. La Serie A ha bisogno di un gioco come quello dettato da Gasperini, con un baricentro sempre alto, un dinamismo in moduli e schemi tale da cambiare il volto della squadra anche nel cuore di un'azione; soprattutto c'è bisogno di nuovi talenti come Perotti, vero colpo di mercato di quest'anno per la squadra genovese, che non è di certo nuova alla scoperta di grandi promesse, specialmente nel settore offensivo.
Gli occhi di Gasperini durante le interviste brillano mentre si sente chiedere di "Europa", malgrado lui preferisca restare con i piedi per terra e partire come sempre dal gioco e non dalle parole per arrivare ai risultati. Perotti parla invece di "momento magico" per la squadra, ed il pubblico di Marassi sembra ormai aver adottato l'argentino come suo nuovo idolo.
Insomma, per i genoani e per i veri amanti del calcio sembrano arrivare segnali positivi verso un'apertura più ampia sui risvolti del campionato, mentre si infuoca la lotta alla zona Champions che diventa sempre più agguerrita. Anche dal nostro calcio, alle volte, arrivano buone notizie.

mercoledì 8 gennaio 2014

Torino - Fiorentina, l'analisi dell'Opinionista

Bella sfida quella della prossima giornata tra Torino e Fiorentina. Entrambe le squadre finora hanno fatto un ottimo cammino, ed entrambe vorrebbero entrare in Europa. Per la Fiorentina la speranza è di accedere ai preliminari di Champions, mentre il Torino si accontenterebbe anche di un posto in Europa League, mancando da anni una competizione europea in casa granata.

TORINO Senza Bovo, Immobile, Larrondo e Vives: ecco come si presenterà la formazione di Ventura nella 19esima giornata di campionato. Tuttavia le notizie secondo cui cui Cerci avrebbe avuto dei battibecchi con la società si sono rivelate fasulle, dunque l'attaccante sarà regolarmente schierato dal primo minuto di gioco, in coppia con Meggiorini.
Anche stavolta 3-5-2, con Padelli tra i pali e Glik al centro della difesa, ma stavolta l'avversario sarà temibile e spietato. Abbiamo già constatato più volte quest'anno come l'attacco viola sia formidabile, anche nelle trasferte.

FIORENTINA Montella ha subito una grandissima perdita con l'infortunio di Giuseppe Rossi, dunque l'assetto della squadra è stato rivisto. Anche per i viola sarà 3-5-2, ma davanti la coppia sarà Ilicic-Joaquin, dunque penso che per segnare il club fiorentino dovrà puntare sul valido centrocampo più che mai, soprattutto grazie a quel fantastico Borja Valero che piace sempre di più.

PRONOSTICO X (3.10)

ANALISI Pesa troppo l'assenza di Rossi per pensare che i viola possano sfondare le difese granata, ma allo stesso tempo anche Ventura si è trovato a dover tappare i buchi lasciati dagli infortunati nella formazione. I valori in campo si equivalgono e, se anche il sentrocampo della Fiorentina sia più valido tecnicamente, il Toro gioca con il favore del pubblico di casa. Anche se il calcio è strano e una palla buona può sempre capitare, anche quando ce lo si aspetta di meno --vedi Lazio - Inter della scorsa giornata-, considerando tutti gli aspetti dei valori in campo l'esito più probabile resta il pareggio. Possibile anche la giocata "goal", in quanto entrambe le squadre segnano ed incassano parecchio rispetto alla media del campionato, in particolare quando le assenze, da ambo le parti, si fanno sentire.

martedì 7 gennaio 2014

Calcio italiano, facciamoci valere

La Uefa non ha tanto chiara la posizione delle squadre italiane. Va bene, in Champions cediamo il passo alle quattro solite big (Bayern, Chealsea, Real, Barça e forse anche Bor. Dortmund), ma l'Europa League ci sta stretta. Onestamente, salvo grossi errori sul cammino, la seconda maggior competizione europea la vedo già nelle mani di un'italiana, anche se la favoritissima Juve non ha un buon rapporto con i tornei ad eliminazione diretta.
Il nostro campionato è il più combattuto, il più ricco di emozioni, mentre negli altri paesi c'è sempre chi fa la parte del leone ed agli altri resta solo qualche posizione a metà classifica da giocarsi. Non abbiamo squadroni in grado di fare paura alle grandi d'Europa, eppure siamo sprecati per stare in Europa League; in questa circostanza, effettivamente,  non è neanche giusto dover fare accedere solo tre squadre alla Champions, di cui una che deve passare prima per i preliminari. Semplicemente, si tratta di danneggiare economicamente un calcio che se fosse un po' più ricco non avrebbe rivali al mondo, un calcio che ha scritto la storia ma ora si trova intrappolato a metà tra le due competizioni europee.
Impartiamo una bella lezione all'Europa: vinciamo l'Europa League e tiriamo fuori i denti. Iniziamo a prendere più sul serio gli impegni di coppa, condividiamo un po' della mentalità milanista secondo cui l'Europa viene prima di tutto.
Questo cambiamento deve partire prima di tutto dai tifosi, che troppo spesso preferiscono vedere un club rivale perdere piuttosto che far prevalere l'orgoglio nazionalista che, almeno quando si parla di calcio, dovremmo avere tutti quanti. Per questo dico, quando si parla di Europa, che il tricolore viene prima del colore di ogni maglia e così spero che inizino a pensarla tutti.

Verona, la stagione dei miracoli

Una squadra che è stata in serie B per 7 volte negli ultimi 10 anni, neopromossa, si trova lassù, tra le grandi. Addirittura compete per la zona Europa League, e nell'ultima giornata ha persino espugnato il Friuli battendo l'Udinese 3-1. Ma come ha fatto il club a raggiungere un risultato così?

INIZIO COL BOTTO Calciomercato nella penombra, ma segnato dai due grandi acquisti Toni ed Iturbe, che più avanti avrebbero guidato la squadra. Nelle prime due partite, immediatamente, arrivano gli scogli Milan e Roma. Il primo viene passato grazie ad un errore di sottovalutazione dei rossoneri, il secondo infligge un sonoro 3-0 che tappa le ali dell'entusiasmo, anche se poi quella partita della seconda giornata racchiudeva in sè le due grandi sorprese di questo campionato: Roma e Hellas Verona.
Dopo arriva la vittoria con il Sassuolo, allora considerato "scontro diretto per la salvezza", in quanto nessuno aveva ancora constatato il valore della squadra di Mandorlini.

INARRESTABILI Nelle seguenti 9 partite arrivano 6 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, rispettivamente con Inter e Juventus -avversarie di tutto rispetto-. La squadra vola in classifica ma per un momento si adagia sugli allori, commettendo ben tre passi falsi di fila: il primo con il Genoa, il secondo nel derby perso 0-1 con il Chievo, ed infine la partita lottatissima con la Fiorentina.

FINALE DI CLASSE Mancano solo tre partite alla pausa invernale, ma l'Hellas non delude. Arrivano le vittorie in casa con Lazio ed Atalanta, peccato solo per il pareggio con il Catania. Dopo 17 giornate il bicchiere è più che mezzo pieno per i gialloblu, che possono affrontare una seconda metà di campionato più rilassata e pensare ai rinforzi. A vacanze finite, poi, il dolcissimo 3-1 con l'Udinese che proietterebbe, virtualmente, la squadra in Europa League.

LA RICETTA Mandorlini ha calcolato bene le forze della sua formazione, e con umiltà ha sempre schierato una formazione non titolare nei match con le grandi. In questo modo ha potuto vincere gli sconti diretti senza far pesare le sconfitte, aggiungerei inevitabili, con Juve, Roma e Inter. Anche la prossima partita, quella con il Napoli, verrà probabilmente affrontata nello stesso modo, cercando di risparmiare l'11 titolare a favore delle riserve meno utilizzate. Il modulo è il 4-3-3, forte ed offensivo, spinto al massimo da tutti i giocatori, in grado di penetrare ogni difesa.
Davvero complimenti a questa squadra che sta mostrando di dare sempre tutto per il risultato, raggiungendo una posizione insperata. Ottimi i rinforzi arrivati nel mercato estivo, pur con un budget piuttosto ristretto. Dunque da parte mia un inchino a Mandorlini ed al suo operato.



giovedì 2 gennaio 2014

Calciomercato 2014, solo crisi

In un anno segnato dalla crisi, non poteva fare altro che risentirne anche il mondo del calcio. Quella del 2013/2014 si sta dimostrando una delle finestre di mercato più deludenti di sempre, con tanti soliti rumors ma nessuna grande novità. La crisi è realmente trasversale, dalle big che lottano per il campionato a chi combatte con i denti per la permanenza nella massima serie, mentre i tifosi si alimentano di voci di corridoio.
La Juventus continua a cercare con insistenza l'intesa per far sbarcare Nani a torino, malgrado il portoghese sia ben più lontano di quel che i fan possano pensare. L'unica notizia degna di nota è che Pirlo, sebbene protagonista di una voce di corridoio secondo cui il Real Madrid sarebbe pronto a fare un'offerta irrefutabile, è vicino al rinnovo con i bianconeri.
Il Milan batte la pista Nainngolan e la cosa ha avuto una risonanza incredibile, malgrado anche ipotizzando un buon esito della trattativa nel concreto alla squadra cambierebbe ben poco. Qualcuno osa scrivere anche di un trovato accordo per il passaggio di Balotelli al Galatasaray, ben poco probabile e quasi ridicolo.
I nerazzurri invece stravedono già per il nuovo presidente: forse, nella migliore delle ipotesi, riusciranno ad avere in prestito Lamela per affiancarlo a Palacio. Anche questo ipotetico colpo, cantato da tutti i giornali, finirà molto probabilmente con lo scoprirsi un nulla di fatto. L'unica altra notizia dal club è l'intenzione di voler continuare a vedere tra le sue fila il portiere del Livorno, Francesco Bardi: più che la notizia in sé,  stupisce che Bardi abbia qualche utilità nel club.
Tutti gli altri club non propongono neanche voci di corridoio menzionabili, tanta è la loro infondatezza o la loro inutilità a fini pratici. Purtroppo sotto l'albero, quest'anno, gli allenatori di Serie A non hanno trovato nessuna stella e ciò significa prepararsi ad un finale di campionato sulla falsa riga di quanto già visto.